18-19-20 Maggio 2012
Ci siamo: per il terzo anno consecutivo alla metà di maggio ritorna l’appuntamento ormai imprescindibile con il Festival del Cinema Indipendente, la piccola ma battagliera rassegna cullata e curata dal collettivo CinemadalBasso. Contro ogni pronostico sfavorevole che vorrebbe ogni iniziativa culturale a Caserta destinata a languire e svanire dopo i titoli di coda; contro il...
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18-19-20 Maggio 2012
Ci siamo: per il terzo anno consecutivo alla metà di maggio ritorna l’appuntamento ormai imprescindibile con il Festival del Cinema Indipendente, la piccola ma battagliera rassegna cullata e curata dal collettivo CinemadalBasso. Contro ogni pronostico sfavorevole che vorrebbe ogni iniziativa culturale a Caserta destinata a languire e svanire dopo i titoli di coda; contro il disinteresse delle istituzioni pronte solo a appuntarsi un fiore all’occhiello dopo che altri quel fiore l’hanno seminato, visto germogliare, concimato curato e fatto schiudere al sole; contro la tirannia del budget e allo stesso tempo incontro alla filosofia ‘dal basso’ anche quest’anno, grazie solo all’intraprendenza, al lavoro e al cuore di un pugno di ragazzi ci si riappropria di uno spazio (il Teatro Civico 14, altro luogo simbolo della Caserta che si rimbocca le maniche), di un tempo (il finesettimana tra il 18 e il 20 maggio) e soprattutto di una volontà: quella di metter su un Festival che sappia offrire uno sguardo curioso e lucido sulla fervida galassia di produzioni indipendenti che caratterizza la Settima Arte. Al di là dei soliti circuiti uff-iciali e imbolsiti, si restituisce così il luogo deputato, elettivo, centrale, che l’opera d’arte dovrebbe vedersi riconosciuto all’interno di una rassegna di cinema.
Cortometraggi, lungometraggi, documentari e una serie di proiezioni celebrative su Vittorio De Seta costituiscono il programma di quest’anno (per consultarlo:
http://cinemadalbasso.wordpress.com/). E, insieme ai film, vi è la possibilità unica offerta da un piccolo festival di socializzare con registi, curatori e altri spettatori, perché la fruizione del cinema è la meno individualistica e la più necessariamente condivisibile fra quella di tutte le Arti: un modo per sentirsi chiamati in causa e per emozionarsi collettivamente di cui oggi più che mai si sente davvero il bisogno.